Progetto politico

Nel panorama politico, non soltanto italiano, manca un progetto politico inteso come studio e pianificazione di attività per far emergere e considerare le esigenze delle persone.

Ciò che viene fatto non è altro che lanciare inviti a seguire questo o quel leader; come se non ci fossero fin troppi pastori e greggi.

Manca in modo assoluto un pensiero di riferimento, come lo era stato il socialismo o come è adesso l’ideologia della legge del libero mercato, che però non si può certo dire che sia utile a far emergere le esigenze delle persone, considerate soltanto come risorse umane.

Molti penseranno che questo è il compito della sinistra, dimenticando che proprio la sinistra storica europea, nelle sue derivazioni attuali, ha legittimato il prevalere del libero mercato decretandone il successo assoluto. Essa, attraverso i propri capi, ha abbracciato le tesi del capitalismo e del potere che lo sostiene. 

Occorre, in modi diversi, ma in qualche modo coordinati, riuscire a far notare come sia necessario riportare le esigenze umane al centro della vita politica e non la difesa del capitale e la diminuizione del costo del lavoro.

Poiché le istituzioni, emanazione del potere che governa, non ha alcun interesse a varare e sostenere un progetto che abbia questo scopo, occorre, proprio da parte di ognuno che senta questa esigenza,  dare vita a questo progetto, avendone ben presenti gli scopi, la fattibilità e la fruibilità dei risultati; considerando anche che nel corso della realizzazione del progetto potranno essere variate delle caratteristiche, ma che queste mai dovranno essere tali da invalidare la finalità del progetto stesso.

Intanto io inizio, in questo invito alla partecipazione, a delineare le componenti fondamentali del progetto.

Lo scopo.

Lo scopo che si vuole ottenere è riuscire ad instradare la società attualecicché essa possa evolvere in modo che sia sempre più confacente alle esigenze dell’essere umano e delle altre forme di vita.

Le società attuali sono estremamente inefficienti per ognuno dei propri membri.
Le potenzialità di una società, con il bagaglio culturale che l’umanità ha sviluppato e che è in grado di sviluppare, sono enormi rispetto a ciò che adesso una qualsiasi società offre ai suoi membri, anche ai più potenti, che come uomini potrebbero avere ben di più da società strutturate in modo più adatto alla fisiologia dell’essere umano, per esempio la maggiore possibilità di cura delle malattie.

Per conseguire lo scopo, si rifiuta l’assunto che le risorse del pianeta siano insufficienti per tutti e che quindi inevitabilmente la società debba essere basata sulla predazione; si considera invece che occorre trovare e mantenere un equilibrio tra popolazione e risorse in modo consapevole.
Si rifiuta inoltre la continuazione delle società attuali, basate sulla sopraffazione, tendendo invece ad una evoluzione che porti a società costruite sulla cooperazione, su principi su cui vi possa essere consenso universale e tale che ogni uomo si trovi ad essere soddisfatto del suo ruolo sociale.

La fruibilità.

Io, visto che sto scrivendo e che quindi ho già intrapreso il lavoro di adesione al progetto, sono fortemente convinto che esso sia realizzabile ed individuo nella cultura il metodo fondamentale per riuscirci.

Ci deve essere la consapevolezza che si intraprende un cammino volto a cambiare la mentalità emergente verso una mentalità della solidarietà; questo non è e non potrà essere un traguardo da raggiungere nell’immediato futuro, il lavoro da compiere sarà quindi prevalentemente un lavoro culturale da espetare con modalità diverse: dagli rscitti agli esempi; dalla armonizzazione di idee sociali a realizzazioni, anche a piccola scala, di organizzazioni basate sulla cooperazione e sulla mutua assistenza.

La realizzazione del progetto deve poter portare ad un miglioramento continuo delle condizioni di vita di ciascun essere umano, non sono accettabili, neanche in via temporanea, scompensi che possano portare ad uno snaturamento del progetto.

Molto importante questo aspetto, visto che storicamente ogni processo politico, inizialmente a favore della popolazione è in seguito evoluto fino a diventare a favore delle classi privilegiate che hanno finito per detenere il potere economico e politico.

La fattibilità.

È opportuno avere una chiara visione delle possibilità e delle modalità del raggiungimento dello scopo, anche se questo è appena abbozzato.
Serve considerare se sarà mai raggiungibile una forma accettabile dello scopo, o se esso è giudicato irraggiungibile. 
Serve considerare le risorse, gli sforzi ed i tempi necessari. 
Serve considerare le possibili alternative, ed analizzare possibili scenari futuri.

Stabilire la effettiva fattibilità di questo progetto non sarà cosa immediata, una volta che si sia ragionevolmente certi si stabiliranno i principi guida per definire lo scopo da raggiungere e le modalità di attuazione possibili, considerando anche la fruizione dei benefici sociali derivanti dalla evoluzione in atto.

Ed ecco la domanda che innanzitutto ci si deve rivolgere: può essere possibile riuscire a cambiare la società? 

Ci si chiede se è possibile che si possa orientare l’evoluzione sociale verso una organizzazione funzionale al benessere di tutti gli uomini, non soltanto a quello di una estrema minoranza e forse neppure di quella... 
Sappiamo che chi ha potere, da sempre cambia la società orientandone l’evoluzione secondo i propri desideri: tanto che si è arrivati al convincere la gran parte dei membri della società che il benessere del potente sia equivalente al benessere di ognuno... A dispetto di qualsiasi logica.

In effetti mai come in questo momento c’è stata la possibilità di riuscire ad instradare la società umana verso una organizzazione più consona all’uomo: per la prima volta nel corso della storia umana è possibile diffondere, con mezzi alla portata anche di chi non dispone di grandi risorse economiche, una cultura che non sia quella funzionale alle strutture di potere.

Inoltre, in Italia innanzitutto, moltissime persone di elevata cultura fanno parte di ceti disagiati, con moltissimi disoccupati intellettuali, meno motivati quindi a diffondere i concetti sociali favorevoli alle classi più privilegiate.
Altro fattore positivo è lo spostarsi di diverse strutture, soprattutto associazioni di volontariato, derivate dalla religione, da supporto al potere, come era stato nelle generazioni passate, ad una attenzione ai temi sociali sempre più presente.

Ciò che manca spesso è la spinta alla aggregazione essendo stati da tempo i giovani educati ad una forte superficialità da edonismo e ad un individualismo spinto all’eccesso.

Ciò che manca è appunto un progetto politico serio, estraneo ai giochi di potere che funga da aggregatore.

Cosa si può fare.

Si inizia come un piccolo gruppo di persone, il cui scopo è quello di dare l’esempio, di formare un nucleo di cristallizzazione delle idee.

Lo strumento più economico e più efficace è partire con un sito web che funga da diffusione delle idee, un sito che sia leggibile e godibile anche a coloro che non siano della nostra stessa visione sociale: il contenuto di questo sito deve essere analogo a quello di una rivista, attraente per i contenuti, di diverso genere e....

Diamoci da fare.